Il Sistema Bibliotecario e Documentario Valle del Sacco
Il Sistema Bibliotecario e
Documentario della Valle del Sacco, conta attualmente 20
biblioteche comunali della Provincia di Frosinone e le
biblioteche dell'Istituto di Storia e Arte del Lazio
Meridionale con sede ad Anagni, dell'Associazione Colli di Monte
S.Giovanni Campano e l'Associazione Oltre l'Occidente di Frosinone.
Attualmente copre un bacino di utenza di 300.000 abitanti, oltre il
50% dell'intero territorio provinciale. Il patrimonio complessivo
ammonta a oltre 400.000 documenti tra libri e audiovisivi.
Ricca e articolata è la storia della formazione di questa rete di
biblioteche che, attualmente, oltre ad essere una delle più antiche
del Lazio, raccoglie anche il maggior numero di biblioteche, a
parte l'Istituzione sistema centri culturali di Roma.
Il Sistema è nato nel 1987 nella Biblioteca del Comune di Ceccano,
dall'origine ad oggi capofila, con le iniziali adesioni delle
Biblioteche di piccoli Comuni: Patrica, Vallecorsa, Ceprano,
Giuliano di Roma, Pofi, Supino e Sgurgola. Nasce quindi per
rispondere a domande concrete di organizzazione culturale,
scommettendo su un progetto di cooperazione che potesse garantire
una spesa sopportabile, per i Comuni più piccoli, e affidabilità
organizzativa. Quest'ultima era garantita da personalità del
calibro del Prof. Gioacchino Giammaria (primo Presidente del
sistema), dal Dr. Benedetto Volpe (bibliotecario di Patrica e
attuale responsabile dell'Uff. Biblioteche della Provincia di Fr) e
da Luigi Alviti Bibliotecario di Ceccano. Nasce al centro di una
Provincia, quella di Frosinone, dalla fama culturale
controversa (la Ciociaria), ma sicuramente, specialmente alla metà
degli anni ottanta, non di eccellenza. Per capire l'importanza
della fondazione di un sistema bibliotecario in Ciociaria ritengo
utile fare alcune considerazioni preliminari.
Le popolazioni della Provincia di Frosinone pur conservando sul
proprio territorio Beni culturali di rilievo mondiale e di primaria
importanza per la civiltà umana, hanno per lungo tempo vissuto una
condizione di minorità da un punto di vista dell'organizzazione
della cultura. Se leghiamo il concetto di Cultura in maniera
imprescindibile alla socialità, possiamo dire che per secoli questa
prerogativa è stata esercitata in maniera parziale dalle
popolazioni ciociare. Certo non sono mancati luoghi dove vi è stata
un'abbondante produzione culturale, pensiamo alle abbazie, ai
collegi religiosi e civili, alle casate nobiliari; non sono neanche
mancate personalità di primo piano nate in questa terra: Giovenale,
Tommaso d'Aquino… Tommaso Landolfi, i fratelli Bragaglia ( Anton
Giulio, Arturo, Carlo Ludovico), Vittorio De Sica ecc.
Possiamo annoverare tra questi anche l'attuale vice
Direttore del Corsera Luciano Fontana. In Ciociaria c'è anche una
ricca sedimentazione di cultura popolare che produce
interessanti manifestazioni che hanno richiamato l'attenzione
di importanti antropologi. Sono dimensioni che non sono mai entrate
in comunicazione se non nei rari casi in cui, insigni esponenti
della cultura alta, si sono cimentati a tracciare i profili
antropologici e ad interpretare i caratteri della cultura popolare
dei ciociari. C'è stata quindi in Ciociaria una comunicazione
interrotta tra queste due fasi della produzione della cultura. Uno
dei motivi di questa incompiutezza è da ricercare nella posizione
geografica della Ciociaria, il cui territorio coincide in larga
parte con il Lazio Meridionale, schiacciata dalle due
metropoli di Roma e Napoli. Gli intellettuali di origine ciociara
hanno sempre guardato a Roma o Napoli o al resto del mondo e, solo
in rari casi, hanno analizzato e riflettuto sulle specificità
culturali della loro terra. Questo è stato un limite che, con il
senno di poi, si è avvertito nei momenti più importanti della
storia ciociara, al tempo ad esempio dell'industrializzazione del
secondo dopoguerra, nel momento in cui più sarebbe stato necessario
avere consapevolezza sulla storia e la cultura di questo lembo del
Lazio Meridionale, per mettere in guardia le popolazioni e i loro
rappresentanti istituzionali sui possibili negativi esiti di uno
sviluppo unidirezionalmente puntato solo su certe attività
produttive. E' vero che non esisteva neanche un'opinione pubblica
se non nei centri maggiori e, però, non di sola mancanza di teste
pensanti si è trattato, ma anche di strutture attraverso cui
veicolare analisi, opinioni e progetti alternativi. Infatti, se per
altre zone d'Italia e della stessa regione Lazio, le strutture
bibliotecarie non erano del tutto oggetti alieni, per la provincia
di Frosinone era pura utopia persino pensare non solo alle singole
strutture, ma addirittura a sistemi di servizi culturali di base
come le biblioteche o i musei o gli archivi storici. Ripeto sul
territorio provinciale esistono diverse e paludate biblioteche
basti pensare che su undici biblioteche annesse a monumenti
nazionali ben tre sono in Ciociaria: Casamari, Trisulti,
Montecassino. Ecco la lista delle altre più importanti biblioteche
della provincia di Frosinone:
- Anagni, Biblioteca Capitolare - Archivio Capitolare
- Anagni, Biblioteca Claudiana
- Anagni, Biblioteca Mariana del Seminario Vescovile
- Anagni, Biblioteca del Pontificio Collegio Leoniano
- Ceccano, Biblioteca del Ritiro di S. Maria di Coniano
- Falvaterra, Biblioteca del Ritiro S. Sosio martire
- Ferentino, Biblioteca Alfonso Giorgi
- Ferentino, Archivio comunale storico e notarile
- Paliano, Biblioteca del Ritiro S. Maria di Pugliano
- Sora, Biblioteca del Ritiro S. Maria degli Angeli
- Veroli, Biblioteca Giovardiana
Nel 1987, al momento della sua costituzione formale, l'
Associazione intercomunale delle Biblioteche della Valle del Sacco
riunì dunque otto biblioteche, ma non tutte in realtà funzionanti
(solo la metà lo era), solo due avevano bibliotecari di ruolo,
avevano un patrimonio minimo ( circa 16 mila volumi), iscritti al
prestito erano 2000 utenti ed i 1.139 prestiti li avevano
effettuati solo le biblioteche di Ceccano e Patrica. Inutile dire
che locali e attrezzature erano completamente inadeguati.
Nel breve giro di pochi anni, il sistema, attraverso una intensa
attività di diffusione dei propri servizi e di promozione della
lettura, grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione
Lazio, dalla Provincia di Frosinone, da sponsor e dagli Enti
locali, ha saputo consolidare una forte presenza nel
territorio. La forma organizzativa assunta dall'associazione
è stata di esempio per altre iniziative simili nel settore
socio - culturale. E' stata adottata una formula molto semplice fin
dall'inizio, peraltro adeguata nel 1995 ai dettami della riforma
degli Enti locali che con la 142/90 prevedeva la convenzione tra
Enti. Gli organi erano il Presidente e l'assemblea dei Sindaci, ma
già allora funzionava informalmente l'organo tecnico dei
bibliotecari e la figura del coordinatore. In questo modo è
stato sempre salvaguardato il principio della separazione tra
rappresentanza politica che ha il ruolo di programmazione e
controllo e organo tecnico a cui è affidata l'attuazione dei
programmi.
La Regione Lazio, soprattutto, ha fatto da attenta levatrice
alla nascita del nostro sistema, contribuendo, con risorse cospicue
e costanti, alla creazione di sedi degne delle biblioteche
aderenti, con la ristrutturazione di palazzi storici o la
realizzazione di nuovi edifici, arredandoli e dotandoli delle
attrezzature sempre tecnologicamente aggiornate ai tempi. Con la
mitica legge 30 del 1975 sono stati sviluppati diversi piani
triennali e il sistema, a sua volta, ha programmato la sua crescita
dandosi suoi piani triennali di sviluppo.
Con il primo piano, relativo al triennio 1989-1991 ci si è
dati uno standard comune per gli impianti, gli arredi e le
attrezzature; una maggiore omogeneità nelle procedure
biblioteconomiche, l'impostazione delle attività culturali e
promozionali con una pianificazione centralizzata.
Nel secondo triennale (anni 1992-1994) si è impostato il vero e
proprio sistema bibliotecario. Si è incrementato di molto il
patrimonio librario e audiovisivo; le procedure catalografiche come
i servizi all'utenza sono state notevolmente automatizzate,
utilizzavamo ancora il programma Isis ma eravamo alla vigilia della
rivoluzione di Internet. Molti edifici sono stati ristrutturati e
ampliati, basti pensare che da una media iniziale di circa
100 mq le biblioteche di Ceccano, Anagni, Supino e Pofi sono
passate, nel 1995, rispettivamente a 400, 700, 400 e
300 mq. Al personale è stata data l'opportunità di una forte
professionalizzazione con la partecipazione a corsi di
formazione e aggiornamento.
Il terzo triennale 1995-1998, in piena rivoluzione digitale, ha
visto un'ulteriore e imponente crescita del patrimonio librario e
audiovisivo e l'adesione al progetto SBN con l'avvio del catalogo
on line. Questo è stato un triennio veramente cruciale perché le
Biblioteche hanno contribuito all'alfabetizzazione informatica
della propria utenza, divenendo esse stesse dei canali informativi
alternativi, avvalendosi del nuovo e indipendente flusso
informativo di internet.
Si è quindi sempre di più affermata la necessità di pensare allo
sviluppo non della singola struttura bibliotecaria, ma di un
sistema bibliotecario che ha le sue filiali, le biblioteche, sparse
su un territorio molto vasto a servizio dell'intera popolazione
provinciale e oltre. Il lavoro in cooperazione ha spinto il
bibliotecario a guarire da quella malattia endemica tipica dei
dipendenti comunali, il campanilismo, per sforzarsi di pensare lo
sviluppo di un intero comprensorio a partire dalle sue particolari
risorse e caratteristiche storiche. In base a questa volontà
furono determinate per ogni struttura bibliotecaria dell'AIBVDS
delle specificità. Così da un punto di vista delle raccolte
librarie ad Anagni, paese medievale ricco di storia, fu assegnata
la storia medievale. A Ceprano con gli scavi di Fregelle
l'archeologia e la Storia antica, a Patrica le scienze naturali, a
Ceccano l'Età evolutiva, in seguito Scienze dell' educazione e
didattica delle discipline e sport, a Pofi il Teatro, a
Supino Cinema e spettacolo, a Vallecorsa le Arti visive, ad Alatri
la Storia, a Ferentino musica, fumetto, grafica e design, a Morolo
Comunicazioni di massa,
In quel triennio sono stati progettati ed avviati servizi che oggi
ci rendono un sistema bibliotecario all'avanguardia in
Italia. A seguito, infatti, di una conferenza di organizzazione
tenutasi nel salone di rappresentanza dell'Amministrazione
Provinciale di Frosinone il 15 marzo del 1996, fu lanciato il
progetto di realizzazione di una banca dati cumulata dei libri
catalogati posseduti dalle biblioteche dell'AIBVDS e,
conseguentemente, il servizio del prestito interbibliotecario.
Aderendo allo scambio di libri con le altre Biblioteche cooperanti
ogni Biblioteca soddisfa in maniera eccellente le
esigenze dell'utente che se, per ipotesi, non trova nella sua
biblioteca il libro cercato, tramite il catalogo collettivo on
line, può individuare la biblioteca che lo possiede ottenendolo in
prestito nel giro di qualche giorno. Tale cooperazione innesta dei
processi che hanno benefiche ricadute sulle Biblioteche aderenti al
prestito interbibliotecario in quanto tutti gli addetti ad esse
possono conoscere tempestivamente le attività che ogni Biblioteca
va realizzando e tutti gli operatori vengono sottoposti ad un
continuo aggiornamento sul lavoro di promozione culturale che
devono svolgere.
Fin dall'inizio, al fine di ottimizzare l'organizzazione e seguendo
i criteri del decentramento e della specializzazione, furono
individuati dei centri-rete intercomunali. A Ceccano fulcro
amministrativo dell'associazione risiedeva anche il Centro Video
dove venivano raccolti i materiali audiovisivi patrimonio comune, a
Ceprano e in seguito a Pofi il centro audio con la collezione di CD
musicali di vario genere. A Patrica il centro stampa e il centro
catalografico. Ad Anagni il centro redazionale del bollettino
informativo del Sistema. Con l'evoluzione dei servizi a Ceccano è
stata istituita una vera e propria Mediateca in un ex opificio,
mentre ad Anagni l'iniziale bollettino informativo si è trasformato
in una vera e propria rivista di letture e letterature per ragazzi:
Il Pepeverde.
Riflettendo sui dati inerenti l'attività dei primi anni,
che indicavano come la maggior parte degli utenti delle
biblioteche fossero giovani frequentanti la scuola
dell'obbligo, si aprì un altro settore di intervento. Si
elaborarono quindi strategie efficaci per avvicinare i ragazzi ai
libri, precostituendogli dei percorsi di lettura che aprissero loro
interessi più vasti rispetto alle proposte scolastiche o
televisive. Un crisma di ufficialità a questi propositi fu dato
dalla pubblicazione della famosa circolare del Ministero P.I. n.
105 del '95 sulla promozione della lettura. Quel documento
governativo fu il riconoscimento dell'esistenza di una vera e
propria emergenza nazionale, quella della scarsa propensione alla
lettura, e della necessità di riflettere sugli approcci alla
lettura, farli diventare il più possibile accattivanti e,
finalmente, contribuire alla formazione del mitico "lettore forte".
Fin dall'inizio si convenne sulla necessità di
investire di più sul settore ragazzi decidendo di :
trovare un locale o uno spazio separato per la sezione ragazzi, ma
non lontano dagli altri settori della biblioteca comunale, dove i
ragazzi potevano riconoscere un luogo proprio e adeguato alle loro
esigenze di lettura; fare un censimento delle case editrici per
ragazzi e chiedere loro i cataloghi; cominciare a stabilire con gli
insegnanti, prima dell'anno scolastico, dei percorsi di lettura
riguardanti argomenti sentiti dai ragazzi; programmare gli acquisti
dei libri sulla base dei percorsi di lettura.
Metodologicamente la promozione della lettura prevede un
procedimento molto semplice, ma impegnativo per i molti
soggetti che coinvolge: dato un testo, lo si legge, lo si commenta,
lo si drammatizza, lo si grafizza e lo si trasforma facendone un
altro e costruendoci su un'altra storia. Molto spesso dai percorsi
di lettura sono nate delle vere pubblicazioni. E' cambiato
anche il rapporto con le istituzioni scolastiche. Un rapporto in
cui non è più la biblioteca a "subire" la richiesta dell'utenza, ma
la propone. Come nel caso delle ricerche di storia locale dove in
genere si assiste a dei veri psicodrammi con il disperato
pellegrinaggio di mamme e figli nevrotizzati dalla ricerca della
fotocopia di un documento, una filastrocca, una fotografia del
monumento da studiare sotto minaccia di adeguate ritorsioni da
parte dell'insegnante. Con la promozione della lettura siamo
arrivati a programmare corsi per guide turistiche in erba con
l'insegnamento e approfondimento di lingue straniere. Si è ampliata
la possibilità di socializzazione da parte dei ragazzi che,
scrivendo ai coetanei delle varie scuole d'Italia, li invitano a
visitare la città poiché vi troveranno una guida sicura e
competente e, per giunta, gratis.
Tutto ciò presuppone delle specializzazioni da parte degli
operatori impegnati in questi progetti ed infatti molte risorse
necessariamente vengono destinate ai corsi d'aggiornamento,
soprattutto per gli insegnanti. Le biblioteche hanno svolto un vero
ruolo di agenzia di promozione della lettura veramente attrezzata
per proporre le letture per i ragazzi.
Parallelamente si è riusciti a recuperare lettori che da
"grandi" non avevano messo più piede in biblioteca. Ora sono i loro
figli ad accompagnarli in biblioteca. Tutto ciò ha comportato un
riequilibrio del rapporto del fondo per ragazzi rispetto al
patrimonio librario della biblioteca ed ha fruttato un forte
incremento dei prestiti librari agli utenti.
Proprio alla luce di queste verifiche di efficacia l'Associazione
Intercomunale delle biblioteche della Valle del Sacco ha inserito
nei propri piani annuali il progetto di promozione della
lettura.
Nella biblioteca di base si va anche per cercare un libro
dato per compito scolastico, ma se ne trovano molti altri appena
sfornati dall'attivissima editoria per ragazzi. L'enorme mole di
esperienze, di relazioni con i più impegnati autori e ricercatori
italiani del settore, accumulata in questi anni di attività del
progetto di promozione della lettura, ha indotto l'Amministrazione
Comunale di Anagni, d'intesa con l'Associazione Intercomunale della
Valle del Sacco, a ricercare un ulteriore stadio di
sviluppo del progetto. Nella consapevolezza che tutto quanto
realizzato era di livello eccellente e valido per essere trasmesso
ad un pubblico più vasto, è stata progettata un'iniziativa
editoriale specifica per il mondo delle letture e letterature per
ragazzi : la rivista "Il Pepeverde".
Il primo numero de "Il Pepeverde" la rivista di letture e
letterature per ragazzi diretta dal Prof. Ermanno Detti, editore,
autore di narrativa per ragazzi e saggista, uscì nel settembre del
1999. La rivista, ormai al decimo anno di attività, è nata dopo un
periodo preparatorio di circa un anno in cui furono contattati
docenti, studiosi, esperti della letteratura e dell'editoria per
ragazzi, i quali hanno dato un contributo determinante alla
definizione del suo progetto editoriale. La rivista si rivolge agli
educatori (genitori, insegnanti, bibliotecari), alle istituzioni
culturali (scuole, biblioteche ecc.) agli editori, ai librai, a
pubblici amministratori e a tutti coloro che si occupano dei temi
connessi alla lettura, alla promozione della lettura ed alle
culture giovanili. La rivista, che ha cadenza trimestrale, viene
stampata in circa 4.000 copie e inviata ad oltre 3000 persone ed
enti in Italia e all'estero e, nei primi mesi di vita, è stata
presentata ufficialmente nelle biblioteche della Valle del Sacco, a
Frosinone, a Roma presso la Biblioteca Centrale per Ragazzi e a
Napoli durante la fiera del libro "Galassia
Gutenberg".
"Il Pepeverde" è frutto di un'esperienza che ha privilegiato fin
dall'inizio il lavoro in rete attraverso innanzitutto la
collaborazione tra le Biblioteche dell'Associazione Intercomunale
della Valle del Sacco e, come detto, il rapporto continuo e
costante con le scuole, attraverso l'esperienza pluriennale della
Biblioteca Comunale di Anagni in materia di promozione della
lettura. Oltre queste motivazioni d'ordine locale, alla base della
nascita della rivista, vi furono delle considerazioni
più generali. Negli anni novanta, in effetti, la
particolare forma di incontro tra libri e lettori,
definita promozione della lettura, è stata sempre più
riferita alla fascia di età che abbraccia tutto l'arco
dell'infanzia, fino alla prima adolescenza. Proprio negli anni
novanta si verifica una crescita sostanziosa dell'offerta
editoriale per bambini e ragazzi. Il traino è dato dalle
innovazioni apportate dalle case editrici specializzate ( E.Elle,
Salani, Mondadori, Piemme, Giunti , Nuove Edizioni Romane,
Bompiani, Franco Cosimo Panini, C'era una volta, Coccinella,
Editoriale Scienza ecc.) che hanno particolarmente curato la
parte grafica dei loro libri, con una forte innovazione nelle
tecniche di scrittura e nelle tematiche non più improntate a
obiettivi immediatamente educativi o moralistici, ma ad una
maggiore aderenza ai gusti, ai temi e alle aspettative di ogni
fascia di età giovanile. Sempre in questi anni emerge poi il
diverso atteggiamento da parte della scuola, in particolare quella
dell'obbligo, sempre più orientato ad assecondare nei ragazzi la
ricerca di maggiore libertà di scelta di letture e, quindi, la
ricerca del piacere della lettura. Il Pepeverde, che è la rivista
per ragazzi più a Sud d'Italia, nasce in questo contesto e si
inserisce pienamente nel dibattito su quella che abbiamo definita
l'emergenza nazionale del libro e della lettura, con la giusta
pretesa di dare metodologie efficaci per contribuire alla
formazione del "lettore forte". Visto poi che è stata
progettata e realizzata in un momento di tumultuoso sviluppo della
produzione editoriale per ragazzi, ha l'obiettivo di
dare un'informazione il più possibile puntuale, indicando i
prodotti migliori sul mercato. Per questo una parte consistente di
ogni numero viene dedicata alle recensioni dei libri presentati
singolarmente o in collana, con un particolare riguardo alla
letteratura professionale, gli strumenti, per gli educatori.
Al fine di offrire un panorama completo degli attori che popolano
la scena dell'editoria per ragazzi, in ogni numero viene presentata
una casa editrice, un autore ed un illustratore. Una parte
consistente è dedicata alla riflessione teorica sulle metodologie
della promozione della lettura, non trascurando però quelle
numerose esperienze pratiche di promozione della lettura
"inventate" in questi anni da insegnanti, bibliotecari ed educatori
in tutta Italia. Non manca neanche la giusta considerazione del
rapporto che la lettura ha nella nostra epoca con gli altri media,
soprattutto con quelli che si presentano come apparati multimediali
(televisione, cinema, computer ecc.) istigando non ad una vana
battaglia tra questi, ma ad una loro ragionevole integrazione,
nella consapevolezza che la lettura possa comunque conservare un
suo fascino ed una sua attrattiva, anche agli occhi del più
"cibernetico" dei ragazzi.
La fine dei piani triennali ha coinciso con un'ulteriore crescita
dell'Associazione interbibliotecaria. Al nucleo iniziale di
biblioteche se ne sono aggiunte altre di grossi centri: Ferentino,
Alatri, Frosinone, Veroli. Si è proceduto soprattutto per piani di
sviluppo annuali e si è cominciato a ripensare la forma
istituzionale dell'Associazione, anche alla luce della nuova legge
regionale 42 del 1997. Nell'autunno del 2002 anche l'Associazione
Intercomunale delle Biblioteche della Valle del Sacco sbarca
ufficialmente nel mondo virtuale con l' l'inaugurazione presso la
mediateca di Ceccano del sito internet associativo www.bibliotechevalledelsacco.it.
Un forte impulso hanno avuto le attività culturali promosse, che
hanno visto rassegne di incontri con gli autori più letti sia per
ragazzi ("Letti da vicino") che per il pubblico più adulto
(Scritture dal vivo), mostre di libri e illustratori come quella
svolta nella Biblioteca Comunale di Ceccano nell'ottobre del 2002,
Un librino piccino picciò, con l'intervento della Prof.ssa Gianna
Marrone docente di Letteratura per l'infanzia alla
terza Università di Roma e di Silvia Blezza
Picherle dell'Università di Verona.
Il 29 e 30 maggio del 2003 ad Anagni, a cura dell'Ufficio
Biblioteche della Regione Lazio e del Sistema bibliotecario della
Valle del Sacco, si tenne uno storico convegno di due giorni
sulla promozione della lettura nel Lazio. . Il programma
prevedeva analisi e riflessioni sulle esperienze
regionali realizzate e le prospettive future di sviluppo di
un'efficace azione di promozione della lettura. Nella prima
giornata fu presentata una panoramica sulle strutture e le offerte
di lettura del territorio insieme a delle ipotesi progettuali.
Vennero poi raccontate, dalla viva voce dei bibliotecari
della Regione Lazio, le esperienze realizzate negli anni sulla
promozione della lettura per ragazzi. Vi furono quindi altre tre
sezioni in cui esperti e studiosi tracciarono un quadro aggiornato
sui tre ingredienti fondamentali che danno impulso ad un progetto
efficace di promozione della lettura: la formazione degli
operatori, gli spazi dedicati alla biblioteca per ragazzi ed i
libri per ragazzi. La scommessa che con questo Convegno ci si
riprometteva di vincere era di impostare una nuova fase dello
sviluppo del sistema delle biblioteche di base regionale. Una fase
in cui la promozione della lettura cessi di essere l'
intrattenimento di lusso che le biblioteche più ricche riescono a
fornire alla propria utenza più giovane, ma che entri a far
parte di uno standard fisso per ogni struttura bibliotecaria di
Ente locale, recuperando nello stesso tempo la centralità di
quell'oggetto a cui dedichiamo gran parte del nostro lavoro: il
libro in quell'epoca minacciato di prossima estinzione per la
diffusione del libro elettronico. Riuscimmo così a riunire tutti
coloro che hanno a cuore la lettura e la letteratura per ragazzi.
Il convegno ha colto in pieno gli obiettivi che si era prefisso,
come documentato nella pubblicazione degli atti. Soprattutto i
bibliotecari hanno espresso un disagio, più che mai attuale,
per la situazione di isolamento in cui operano a fronte di
un'utenza giustamente sempre più esigente e numerosa. Il ritrovarsi
finalmente insieme a discutere di questi temi, confrontandosi con i
vari protagonisti del mondo dei libri per ragazzi, creò un
clima di grande entusiasmo, cosicché al termine del Convegno fu
sentita la necessità di rivolgere un appello alle autorità
competenti "affinché la promozione della lettura diventi uno degli
obiettivi strategici delle scelte di programmazione culturale della
Regione Lazio", auspicando quindi che "la Regione Lazio si
doti di tutti gli strumenti necessari (legislativi, finanziari e di
risorse umane) che possano consentire l'attivazione dei progetti di
promozione della lettura in tutte le realtà bibliotecarie
regionali".
Una folla di personaggi in questi anni è entrata nelle nostre
biblioteche ognuno con vissuti e storie da raccontare, analisi e
riflessioni da proporre: i ragazzi hanno incontrato tra gli altri
Agostino Traini, Stefano Bordiglioni, Gloria Francella, Guido
Quarzo, Antonella Ossorio, Sebastiano Ruiz Mignone, Silvia
Roncaglia, Cecco Mariniello, Angela Nanetti, Loredana Frescura,
Licia Troisi, Pietro Formentini, Lia Levi, Luciano Comida, Marco
Lodoli…Gli adulti invece hanno incontrato tra gli altri Corrado
Augias, Teresa Ciabatti, Evelina Santangelo e Caterina
Bonvicini, Cinzia Tani, Teresa De Sio e Antonio Pascale, Diego De
Silva, Clemente Tafuri, Giulio Albanese, Marcello D'Orta, Giorgio
Dell'Arti, Agostino Paravicini Bagliani, Antonio Spinosa,
Paolo Crepet…
Negli incontri con gli autori conta molto il fattore
preparazione. Anche se gli autori hanno ormai sviluppato
apprezzabili qualità istrioniche tali da mantenere il più possibile
alta l'attenzione dell'uditorio, l'incontro tra scrittori e
lettori riesce pienamente se il pubblico conosce a fondo
l'opera dell'autore da incontrare. I bibliotecari e gli insegnanti
coinvolti in questi progetti hanno svolto un ottimo lavoro
per la preparazione di questi incontri e gli utenti, soprattutto i
ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, hanno dimostrato
grande entusiasmo e curiosità nel parlare proprio con gli autori
delle opere che loro hanno letto. La misura di questo successo non
è data tanto dal tifo da stadio che a volte accoglie l'autore o
dalla corsa all'autografo, quanto da un piccolo particolare che
balza agli occhi e che fa comprendere quando si è superata la
fase meramente didattica dell'incontro per raggiungere una
dimensione di piena soddisfazione di curiosità culturali provocate
dall'evento. E' facile notare infatti come l'avvio di ogni incontro
sia sempre molto formale con richieste all'autore mandate a memoria
o addirittura annotate su fogliettini volanti. Ma quando avviene
che le domande non rispettano più l'etichetta e si fanno sempre più
incalzanti e dirette, allora significa che l'incontro ha raggiunto
l'obiettivo ed ha innescato quella curiosità che il lettore
manterrà anche oltre.
Questo lavoro ha prodotto una grande promozione del sistema
bibliotecario sia attraverso i media sia nel tam - tam sviluppatosi
tra gli utenti e le loro famiglie. Quello che noi intendiamo
proporre con queste attività è una certa idea di biblioteca. La
biblioteca come luogo dove è possibile fare incontri
interessanti, con persone in grado di trasmettere visioni del mondo
e della conoscenza attraverso un linguaggio non impoverito dalla
banalità mediatica del nostro tempo. Questo tipo di proposta
culturale dovrebbe essere fatta propria in maniera sempre più
decisa dagli Enti Locali che attraverso rassegne teatrali di
qualità e promozione dei libri e della lettura contribuiscano a
mantenere in vita preziose fonti culturali altrimenti schiacciate
dalla predominante industria televisiva. Da queste esperienze è
nato anche il primo Festival letterario della Provincia di
Frosinone: i Boschi Letterari del Lazio Meridionale.
Non sono mancate in questi anni iniziative incentrate su altri linguaggi come le mostre di fumetti e il concorso sull'illustrazione satirica (L'Ortica) a Ferentino, la rassegna di Corti a Castro dei Volsci, gli "Infiniti viaggi in...finite terre" e gli inverni e le primavere culturali a Boville Ernica, la settimana sugli archivi storici e le risorse documentarie sul territorio a Ceccano.
Con la firma della nuova
convenzione, concepita in conformità alla legge della Regione
Lazio n. 42 del 1997, avvenuta nell'Assemblea degli Enti il
giorno 3 aprile 2008, l'Associazione delle Biblioteche della Valle
del Sacco ha assunto la nuova denominazione di Sistema
bibliotecario e documentario della Valle del Sacco. Emerge così
ancora di più la funzione fondamentale della biblioteca quale
centro di organizzazione e mediazione, a livello locale, del vasto
universo informativo globale. Per svolgere sempre meglio questo
ruolo le nostre Biblioteche hanno creato un modello di sistema
documentario integrato, in grado di stabilire reti di
collaborazioni con gli altri istituti culturali e formativi del
territorio, anche di differente tipologia funzionale e appartenenza
amministrativa (archivi, musei, biblioteche scolastiche,
università, centri di documentazione pubblici e privati
etc.).
Le novità più significative che scaturiscono dal testo della
nuova
convenzione sono le seguenti:
- La denominazione della Associazione diventa Sistema bibliotecario
e documentario della Valle del Sacco in quanto l'obiettivo è
promuovere forme di interazione tra sistemi diversi
(bibliotecario/documentario; museale, archivistico);
- Sono introdotti criteri di misurazione e valutazione degli
standard di funzionamento delle singole biblioteche allo scopo di
offrire un livello di servizi uniforme e destinare nel miglior modo
possibile le risorse sulla base dell'effettivo rendimento dei
servizi culturali;
- Viene definito il concetto di proprietà dei beni acquisiti dal
Sistema che verranno revocati alla biblioteca assegnataria in caso
di sospensione, inadempienze e recessione dal sistema stesso.
- Viene istituita un' area di cooperazione in cui verranno
collocati tutti quegli Enti che non rispondono agli standard di
funzionamento stabiliti dalla Regione Lazio nei piani
settoriali triennali, ma che comunque possono usufruire dei servizi
forniti dal Sistema;
- La durata della
convenzione è stabilita in 10 anni;
- Gli organi del Sistema sono: il Presidente, l'Assemblea degli
Enti, il comitato tecnico (dei bibliotecari) e il coordinatore
(scelto tra i bibliotecari).
In questo nuovo assetto istituzionale anche i Centri rete sono stati ridefiniti attribuendo alla Biblioteca di Ceccano la funzione di Centro sistema amministrativo e centro catalografico, alla Biblioteca di Ferentino la gestione del prestito interbibliotecario, alla Biblioteca di Boville Ernica la gestione del sito web e alla Biblioteca di Frosinone la gestione delle attività culturali e di promozione della lettura. Il bibliotecario di Anagni Dr. Alessandro Compagno è l'attuale coordinatore del sistema.
Il lavoro di cooperazione possiamo quindi dire sta dando dei buoni frutti se consideriamo la crescita dei numeri (da otto biblioteche iniziali alle attuali ventitré; il prestito dai 1.139 iniziali è passato ai circa 70.000 attuali). Nel frattempo intorno a noi sono nati altri due sistemi bibliotecari quello della Valle dei Santi e dell' Università di Cassino. Possiamo inoltre considerare che nella provincia di Frosinone sono attive attualmente diverse importanti istituzioni culturali (Università, Accademia delle Belle arti, Conservatorio ecc.) e network informativi che coprono l'intero territorio provinciale attraverso i vari media (carta stampata, radio, televisione, siti internet ecc.). Se tutte queste esperienze costituiscono un indubbio esempio di buone pratiche in un settore strategico per ogni società evoluta quale quello del trasferimento della conoscenza, della promozione della lettura, della diffusione democratica dell'informazione, della conservazione e valorizzazione delle identità culturali territoriali, possiamo con orgoglio affermare che sembrano finalmente essersi creati tutti i presupposti per saldare insieme quelle due dimensioni della cultura che non sono mai entrate in comunicazione in terra ciociara, soprattutto a causa della mancanza di apposite infrastrutture socializzanti. E possiamo infine affermare che il ruolo del Sistema bibliotecario e documentario della Valle del Sacco dovrà essere proprio quello di sviluppare questa dimensione socializzante della cultura, contribuendo alla salvaguardia delle specificità del territorio e al rafforzamento delle identità delle persone attraverso un'efficace mediazione della conoscenza e gestione democratica dell'informazione.
Il Presidente
SBDVdS
Il Coordinatore SBDVdS
Dr. Danilo
Collepardi Dr.
Alessandro Compagno
